Categoria: Le mie esperienze di viaggio in Sicilia

Le mie esperienze di viaggio

Le mie esperienze di viaggio in Sicilia

Le mie esperienze di viaggio in Sicilia, credo che ogni viaggio ha di meraviglioso anche il fatto che inizia già prima della partenza…

Precisamente dal momento in cui matura la voglia di “andare in vacanza”ecco…

Ecco che la nostra mente inizia a viaggiare…,

Poi iniziano le ricerche dei luoghi da visitare, si prepara una scaletta sule cose da fare: cosa vedere, cosa mangiare, le attrazione dei luoghi, le attività da non perdere immancabilmente… e tanto altro ancora

E si viaggia con la mente…

Desidero condiviso, idee di viaggi, luoghi siciliani da vedere, perchè troppo spesso posti meravigliosi, sono poco conosciuti…

Trekking a Monte Cofano

Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Sicilia, trekking tra le antiche cave di Buseto Palizzolo
Tempo di percorrenza: 6,5 ore andata e ritorno
Tipo di escursione: Escursione di bassa difficoltà
Tipo di percorso: ad anello - Asfalto 10% - Ghiaia 50% - Terra 30%
Lunghezza percorso: 12 km circa
Dislivello: 100 Metri
Luogo: La valle di Buseto Palizzolo e le cave di Custonaci
Organizzato da: “I  Sentieri di Gù” di Memmo Gambina

Ed anche questa volta eccoci con tutto ciò che ci serve, “macchina fotografica, zainetti, scarponcini, acqua, pranzo a sacco e tanto entusiasmo”.

Grazie a Memmo dei Sentieri di Gù e insieme, a tanti appassionati di trekking, siamo pronti a vivere questa giornata, in un percorso singolare tra le cave di Buseto Palizzolo.

Una lunga passeggiata a Mataliano, una piccola porzione di case che si affaccia su un’ampia terrazza collinare che abbraccia il territorio dei tre comuni limitrofi Custonaci, Buseto Palizzolo e Castellammare.

Esploriamo un percorso ricco di scorci di natura, di maestose cave che costeggiano il fianco meridionale del monte Sparagio oggi completamente perforato dalle pale meccaniche.

Wow quanta bellezza campi di sulla, narcisi, fiori di mandorlo, frumento, uliveti e lunghi filari di vigneti, ma anche cave di pregiato marmo bianchissimo “il perlato di Sicilia...”

E’ sempre una meraviglia percorrere la natura a piedi.

IL NOSTRO PERCORSO TREKKING TRA LE ANTICHE CAVE DI CUSTONACI

La nostra attenzione viene subito catturata dalle presenza di numerose cave di marmi...
Il marmo di queste montagne è apprezzato e richiesto in un tutto il mondo, chiamato anche Botticino di Sicilia, successo dovuto alla sua particolare resistenza agli urti, al suo bel colore caratterizzato da un fondo di tonalità avorio chiaro con macchie bianche di calcite e venature sul marrone.

Il bacino marmifero di Custonaci è considerato il secondo più importante d’Italia. Tra i più conosciuti c'è il perlatino di Sicilia, perlatino, nerello di custonaci, libeccio antico, libeccio, crema di roccia e avorio venato.

L’ingegno e la perseveranza nel trasformare questa dura pietra in oggetti utili, di uso comune e in parti fondamentali delle nostre costruzioni, “dall’utile all’arte” sono esposte nel museo del marmo nella città di Custonaci.

La Western Sicily che non conosciamo, quella fatta di fiori di mandorlo e profumo di narcisi lungo le colline di un territorio agro-ericino! (Mister Gù).

Storia e preistoria di Custonaci e Buseto Palizzolo

Appare probabile che sotto la dominazione di Bisanzio (554 D.C.) il territorio di Buseto Palizzolo sia stato abitato per brevi periodi, da contadini Rùmi (cristiani di rito orientale) provenienti da Erice, anche se scoraggiati dalle numerose scorrerie saracene.
I segni della presenza bizantina a Buseto sono ancor oggi evidenti, soprattutto per la presenza della toponomastica attuale di alcune contrade che risentono degli antichi nomi ellenistici, i più significativi esempi sono quelli del casale Arcodaci (Archontai) e dalla contrada Badìa, dal greco badeia (valle).
Durante la dominazione musulmana, le campagne di questo ampio territorio furono assegnate al Monte San Giuliano (l'attuale Erice) e gli arabi vi favorirono lo sviluppo dell’agricoltura, dissodando terre incolte e diminuendo gli ampi spazi boschivi esistenti, quindi vi introdussero nuove colture come le olive, le arance, i limoni, il sommacco, il cotone, il gelso, le palme.
Il territorio fu ripartito dal Rais di Tràblàs (Trapani) tra numerosi proprietari che costruirono nei fondi loro assegnati dei casali (manzil), alcuni dei quali sono esistenti ancor oggi, seppur in stato di assoluto abbandono.
(Mister Gù)

IL TREKKING IN SICILIA

I nostri passi continuano tra fango, asfalto, gaia, terra, e campi coltivati, che si snodano tra lievi saliscendi, in alcuni tratti non tanto lievi :-).
Durante il percorso si possono ammirare oltre alle cave colline e panorami bellissimi, tra ruderi e bagli ormai diroccati.

Mister Gù - Memmo Gambina

Bellissima escursione nella valle dei due ori, quello verde delle colline di Buseto Inferiore e quello bianco delle cave più a sud di Custonaci. Anche se dei comuni citati, manca quello di Castellammare del Golfo, rappresentato quest'oggi dal maestoso promontorio di Curcii che abbraccia l'intera distesa di campi che delimitano i confini.
Per la prima volta ... non solo sentiamo parlare di Mataliano, piccola frazione di Buseto Palizzolo, ma è proprio da lì che ha inizio il nostro viaggio itinerante, attraversando quel piccolo ponticello nascosto dalla vegetazione e che ci spinge dentro le campagne ... note solo agli agricoltori di questa zona.
Il paesaggio è gradevole e i colori sono quasi primaverili nonostante la stagione invernale è appena iniziata.
Il mandorlo è in fiore, l'euforbia mostra già le sue prime piume gialle ... e dello stesso colore sono i prati stracolmi di acetosella e senape, quasi a sembrare un dipinto ad olio.
E se c'è l'olio non possono mancare le olive, anzi, gli uliveti che ci aprono la via per le cave di marmo, attraversando l'unico pezzo asfaltato di questo selvaggio panorama ancora salvo dallo sterminio di massa. Bellazita, Bellanova, sono le ultime cicatrici sulla pelle del monte Sparagio, continuamente martoriato dalla febbre dell'oro bianco che via via si va però spegnendo.
La strada invisibile che costeggia quelle miniere, mostra tutta la bellezza dei fichi d'india arrampicati come dei climbers su quelle pareti scoscese che la caratterizzano, piante che in estate si tingono di rosso, ma che continuano a mangiare polvere ogni giorno.

Curcii è lì davanti, è una vistosa collina circondata da vigneti di ottimo grecanico e catarratto, ma è la sua cima l'obiettivo della nostra conquista, non tanto per il lieve dislivello ... bensì per il paesaggio che spazia da nord a sud, da est ad ovest, ma sopratutto dall'alba al tramonto.
Sulla sua sommità, vi è adagiata non sappiamo da che epoca, una piccola stele, forse semplicemente una pietra di confine o forse qualcos'altro che può ricondurci a un antico insediamento, fatto sta che da queste parti.
Le persone più anziane che abitano da sempre questi luoghi, conoscono quella collina non con il suo nome, ossia Curcii, ma con il nome di Mira del Re, il motivo che ci ha convinti a volere a tutti i costi questa escursione fatta di paesaggi e briciole di storia mai raccontata.

Mister Gù

Un’esperienza TREKKING, singolare tra le bianche cave...
Ed eccoci giunti alla fine dell'escursione e come sempre.
Mi sento combattuta da più sensazioni contrastanti, la soddisfazione dell’arrivo, ma nello stesso tempo dalla tristezza della fine.

Ma l’arricchimento di emozioni, il legame con le persone con cui ho condiviso il cammino, mi fanno rientrare felice e in pace con me stessa.

E come sempre auguro un buon cammino a chi vuole vivere l'emozione che un percorso trekking dona...

Panorami suggestivi

La natura

Il gruppo

Cave, casolari e sentieri - Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Link utili Percorsi Trekking



Trekking tra le antiche cave di Custonaci
Trekking tra le antiche cave di Buseto Palizzolo

Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Sicilia, trekking tra le antiche cave di Buseto Palizzolo
Tempo di percorrenza: 6,5 ore andata e ritorno
Tipo di escursione: Escursione di bassa difficoltà
Tipo di percorso: ad anello – Asfalto 10% – Ghiaia 50% – Terra 30%
Lunghezza percorso: 12 km circa
Dislivello: 100 Metri
Luogo: La valle di Buseto Palizzolo e le cave di Custonaci
Organizzato da: “I  Sentieri di Gù” di Memmo Gambina

Trekking tra le antiche cave di Custonaci
Trekking tra le antiche cave di Custonaci
Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Ed anche questa volta eccoci con tutto ciò che ci serve, “macchina fotografica, zainetti, scarponcini, acqua, pranzo a sacco e tanto entusiasmo”.

Grazie a Memmo dei Sentieri di Gù e insieme, a tanti appassionati di trekking, siamo pronti a vivere questa giornata, in un percorso singolare tra le cave di Custonaci.

Una lunga passeggiata a Mataliano, una piccola porzione di case, che si affaccia su un’ampia terrazza collinare, e abbraccia il territorio dei tre comuni limitrofi: Custonaci, Buseto Palizzolo e Castellammare.

Esploriamo un percorso ricco di scorci di natura, di maestose cave che costeggiano il fianco meridionale del monte Sparagio oggi completamente perforato dalle pale meccaniche.

Wow quanta bellezza campi di sulla, narcisi, fiori di mandorlo, frumento, uliveti e lunghi filari di vigneti, ma anche cave di pregiato marmo bianchissimo “il perlato di Sicilia…”

E’ sempre una meraviglia percorrere la natura a piedi.

IL NOSTRO PERCORSO TREKKING TRA LE ANTICHE CAVE DI CUSTONACI

Trekking tra le antiche cave di Custonaci
Trekking tra le antiche cave di Custonaci
Trekking tra le antiche cave di Custonaci

La nostra attenzione viene subito catturata dalla presenza di numerose cave di marmi…
Il marmo di queste montagne è apprezzato, e richiesto, in un tutto il mondo, chiamato anche Botticino di Sicilia. La sua notorietà è dovuta alla particolare resistenza agli urti, al suo bel colore, caratterizzato da un fondo di tonalità avorio chiaro con macchie bianche di calcite e venature tendenti al marrone.

Il bacino marmifero di Custonaci è considerato il secondo più importante d’Italia. Tra i marmi estratti i più conosciuti sono: il perlatino di Sicilia, perlatino, nerello di Custonaci, libeccio antico, libeccio, crema di roccia e avorio venato.

L’ingegno e la perseveranza nel trasformare questa dura pietra in oggetti utili, di uso comune e in parti fondamentali delle nostre costruzioni, “dall’utile all’arte” sono esposte nel museo del marmo nella città di Custonaci.

La Western Sicily che non conosciamo, quella fatta di fiori di mandorlo e profumo di narcisi lungo le colline di un territorio agro-ericino! (Mister Gù).

Storia e preistoria di Custonaci e Buseto Palizzolo

Appare probabile che sotto la dominazione di Bisanzio (554 D.C.) il territorio di Buseto Palizzolo sia stato abitato per brevi periodi, da contadini Rùmi (cristiani di rito orientale) provenienti da Erice, anche se scoraggiati dalle numerose scorrerie saracene.
I segni della presenza bizantina a Buseto sono ancor oggi evidenti, soprattutto per la presenza della toponomastica attuale di alcune contrade che risentono degli antichi nomi ellenistici, i più significativi esempi sono quelli del casale Arcodaci (Archontai) e dalla contrada Badìa, dal greco badeia (valle).
Durante la dominazione musulmana, le campagne di questo ampio territorio furono assegnate al Monte San Giuliano (l’attuale Erice) e gli arabi vi favorirono lo sviluppo dell’agricoltura, dissodando terre incolte e diminuendo gli ampi spazi boschivi esistenti, quindi vi introdussero nuove colture come le olive, le arance, i limoni, il sommacco, il cotone, il gelso, le palme.
Il territorio fu ripartito dal Rais di Tràblàs (Trapani) tra numerosi proprietari che costruirono nei fondi loro assegnati dei casali (manzil), alcuni dei quali sono esistenti ancor oggi, seppur in stato di assoluto abbandono.
(Mister Gù)

IL TREKKING IN SICILIA

I nostri passi continuano tra fango, asfalto, gaia, terra, e campi coltivati, che si snodano tra lievi saliscendi, in alcuni tratti non tanto lievi :-).
Durante il percorso si possono ammirare oltre alle cave colline e panorami bellissimi, tra ruderi e bagli ormai diroccati.

Mister Gù – Memmo Gambina

Bellissima escursione nella valle dei due ori, quello verde delle colline di Buseto Inferiore e quello bianco delle cave più a sud di Custonaci. Anche se dei comuni citati, manca quello di Castellammare del Golfo, rappresentato quest’oggi dal maestoso promontorio di Curcii, che abbraccia l’intera distesa di campi che delimitano i confini.
Per la prima volta … non solo sentiamo parlare di Mataliano, piccola frazione di Buseto Palizzolo, ma è proprio da lì che inizia il nostro viaggio itinerante, attraversando quel piccolo ponticello nascosto dalla vegetazione e spinge dentro le campagne … luoghi noti solo agli agricoltori di questa zona.
Il paesaggio è gradevole e i colori sono quasi primaverili nonostante la stagione invernale sia appena iniziata.
Il mandorlo è in fiore, l’euforbia mostra già le sue prime piume gialle … e dello stesso colore sono i prati, stracolmi di acetosella e senape, un panorama che quasi dipinto ad olio.
E se c’è l’olio non possono mancare le olive, anzi, gli uliveti, che ci aprono la via per le cave di marmo, attraversando l’unico pezzo asfaltato di questo selvaggio panorama ancora salvo dallo sterminio di massa della Natura per mano dell’uomo. Bellazita, Bellanova, sono le ultime cicatrici sulla pelle del monte Sparagio, continuamente martoriato dalla febbre dell’oro bianco che via via si va però esaurendo.
La strada invisibile che costeggia queste miniere, mostra tutta la bellezza dei fichi d’india arrampicati come dei climbers su quelle pareti scoscese che la caratterizzano, piante che in estate si tingono di rosso, ma che continuano a mangiare polvere ogni giorno.

Curcii è lì davanti, è una vistosa collina circondata da vigneti di ottimo grecanico e catarratto, ma è la sua cima l’obiettivo della nostra conquista, non tanto per il lieve dislivello … bensì per il paesaggio che spazia da nord a sud, da est ad ovest, ma soprattutto dall’alba al tramonto.
Sulla sua sommità, vi è adagiata non sappiamo da quale epoca, una piccola stele, forse semplicemente una pietra di confine, o forse qualcos’altro che può ricondurci a un antico insediamento, fatto sta che da queste parti le persone più anziane che abitano da sempre questi luoghi, conoscono quella collina non con il suo nome, ossia Curcii, ma con il nome di Mira del Re, ed è questo il motivo che ci ha convinti a volere fare, a tutti i costi questa escursione fatta di paesaggi e briciole di storia mai raccontata.

Mister Gù

Un’esperienza TREKKING, singolare tra le bianche cave…
Ed eccoci giunti alla fine dell’escursione e come sempre mi sento combattuta da più sensazioni contrastanti, la soddisfazione dell’arrivo, ma nello stesso tempo dalla tristezza della fine.


Ma l’arricchimento di emozioni, il legame con le persone con cui ho condiviso il cammino, mi fanno rientrare felice e in pace con me stessa.

E come sempre auguro un buon cammino a chi vuole vivere l’emozione che un percorso trekking dona…

Panorami suggestivi – Trekking tra le antiche cave di Custonaci

La natura – Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Il gruppo – Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Cave, casolari e sentieri – Trekking tra le antiche cave di Custonaci

Link utili Percorsi Trekking



Trekking tra le antiche cave di Custonaci

I colori della riserva dello zingaro

Trekking – Riserva dello Zingaro

Trekking – Riserva dello Zingaro

Sicilia, trekking Riserva dello Zingaro
Punto di partenza: Ingresso Sud – Scopello
Punto di arrivo: Ingresso Nord – San Vito Lo Capo
Tempo di percorrenza: 4 ore andata e ritorno
Lunghezza percorso: 7 km circa
Luogo: Riserva Naturale dello Zingaro, l’estremità occidentale della costa tirrenica siciliana, tra Castellammare del Golfo e Scopello, la prima riserva naturale della Sicilia.

Trekking - Riserva dello Zingaro
Trekking - Riserva dello Zingaro
Trekking - Riserva dello Zingaro

Ed eccoci con tutto ciò che ci serve, “macchina fotografica in mano, zainetti, scarponcini, acqua e pranzo a sacco e tanto entusiasmo”, io Francesca e Leo, pronti, sappiamo bene che camminare fa bene allo spirito e al corpo, poi se a ciò abbiniamo amici appassionati di trekking e un percorso tra sfumature di blu e di verde, tra i colori e i profumi e garantito che è un’esperienza sensoriale davvero unica.

Una lunga passeggiata sulla sommità dei monti che sovrastano i due golfi del trapanese, “Makari e Castellammare”, stupefatti del panorama che si apre dinanzi ai nostri occhi tra “Wow quanta bellezza mare e montagna si incontrano e si fondono in un unico paesaggio … ”.

E’ una meraviglia che si possa attraversare solo a piedi, non essendoci strade che permettono ai mezzi di arrivare in prossimità delle calette, forse, l’unico tratto di costa incontaminato.

IL NOSTRO PERCORSO TREKKING NELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA DELLO ZINGARO

ingresso iserva dello zingaro
Il blu della riserva dello zingaro

Arrivati nella Riserva dello Zingaro, entriamo dall’ingresso “lato Sud” di Castellammare del Golfo, dopo aver attraversato una breve galleria scavata nella roccia, per la nostra escursione, scegliamo il sentiero costiero, da subito notiamo e apprezziamo l’ambiente rimasto intatto, selvaggio, ma la nostra attenzione viene catturata dai cinguetti degli uccelli, dai profumi del mare che si mischiano a quelli della montagna; un angolo di paradiso che si specchia in un mare con i suoli colori, rimaniamo incantati dalle splendide calette solitarie, ogni caletta, col mare cristallino, estremamente limpido e azzurro, da lasciar intravedere i pesci anche vicini alla riva, ma spesso anche di un blu intenso, gli scogli biancastri, le spiaggette di ciottoli.

Trekking - Riserva dello Zingaro
Le cale della riserva dello zingaro
Uno sguardo alle calette della Riserva dello Zingaro

LE CALE

La Cala più della Riserva dello Zingaro ègrande è Cala DisaCala CapreriaCala del Varo, Cala Berretta, Cala Marinella, Cala Torre dell’Uzzo.

Trekking - Riserva dello Zingaro
Il museo nella riserva dello zingaro
Il museo della città contadina nella Riserva dello Zingaro

I MUSEI

Incuriositi entriamo nei musei presenti lungo il percorso: il Museo della Manna (dedicato alla lavorazione del dolcificante tipico siciliano), il Museo delle Attività Marinare (che presenta una curiosa riproduzione in scala di una tonnara), il Museo della Civiltà Contadina (testimonianze del ciclo del grano), il Museo naturalistico (dove si trovano interessanti pannelli esplicativi sulla flora e fauna dell’area protetta ), Il museo dell’Intreccio.

Le grotte della riserva dello zingaro
La grotta preistorica dell’Uzzo nella Riserva dello Zingaro

LA GROTTA

La grotta preistorica dell’Uzzo, qui raccontano che sono stati ritrovati numerosi frammenti di vasi, selci, scheletri umani e animali.

IL TREKKING IN SICILIA – I nostri passi continuano su sentieri sferrati, che si snodano tra lievi saliscendi, in alcuni tratti con staccionata di legno, ma anche trazzere e mulattiere antiche, incontriamo case coloniche costruite sulla roccia, rimaniamo incantati dalle rocce a strapiombo sul mare, durante il percorso si possono ammirare l’Aquila del Bonelli e il Falco Pellegrino, la Coturnice di Sicilia, la Poiana dalle grandi ali del color del caffellatte, il Gheppio, il Barbagianni, l’Allocco e la Civetta.

Lungo il percorso tanta vegetazione,  gli olivastri, i mandorli, maestosi carrubi, l’alloro, la malva, il cappero, il timo, i fichi d’india, le numerose orchidee selvatiche, fiori di campo, lo zafferano, i girasoli, i frassini da cui si estrae la manna, le felci, i ciclamini, le ginestre,  gli alberi da sughero, l’euforbia, disa, distese di palme nane. La palma nana è il simbolo della Riserva dello Zingaro, con le sue foglie e rametti di olivastro, i contadini creavano ceste, panieri, corde, scope e ceste, molti dei quali sono oggi custoditi e da ammirare nel piccoli Musei della Riserva, Nell’ultimo tratto di sentiero s’incontra un ricovero per i muli e gli asini di razza pantesca, conigli, volpi e 39 specie di uccelli ma ci sono anche donnole, ricci…

Arrivati a Cala Tonnarella, ci premiamo con una bella pausa, scendiamo in spiaggia, ci liberiamo di zaini, bastoncini e scarponi ed immergiamo i piedi nelle acque trasparenti, sensazioni indescrivibili… “da provare” e rimaniamo incantati dal volteggiare dei gabbiani a pelo d’acqua che meraviglia, mentre ci gustiamo il nostro pranzo!!!

Cala Tonnarella Riserva dello Zingaro trekking
Trekking - Riserva dello Zingaro
Trekking - Riserva dello Zingaro

Un’esperienza TREKKING, davvero indimenticabile, a fine di ogni escursione, mi sento combattuta da più sensazioni contrastanti, la soddisfazione dell’arrivo al punto di partenza, ma nello stesso tempo dalla tristezza della fine dell’escursione. Ma l’arricchimento di emozioni, colori, profumi e il legame con le persone con cui ho condiviso il cammino, mi fanno rientrare felice, arricchita e in pace con me stessa…

Per chi lo desidera può scaricare la mappa completa di tutti i sentieri della Riserva dello Zingaro
Auguro un buon cammino a chi vuole percorrere questo Sentiero nella Riserva Orientata dello Zingaro.

Link utili
Percorsi Trekking

Tour in Sicilia – la magia e il fascino del Presepe Vivente di Custonaci

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