La leggenda di Amina, principessa di Mozia predestinata al sacrificio al feroce re Moloch

La leggenda di Amina principessa di Mozia

La leggenda di Amina, principessa di Mozia predestinata al sacrificio al feroce re Moloch

Quando i Fenici fecero di Mozia una loro colonia, portarono nell’isola dello Stagnone i loro culti arcaici, le loro divinità, i rituali che contemplavano sacrifici periodici di sette grasse giovenche bianche, come la luce, ma il macabro rituale si spingeva fino ad  agghiaccianti sacrifici umani.

Queste terrificanti pratiche non risparmiavano neppure lo stesso  re, anch’egli avrebbe dovuto donare in sacrificio la sua primogenita allo spietato dio Moloch. I resti dei corpi sacrificati venivano poi deposti nel santuario denominato Tofet, un luogo che ancora oggi procura brividi ai visitatori.

In questo contesto nasce la leggenda di Amina, figlia del re fenicio Sharib che, giunta al suo settimo anno di vita , partecipa al rituale propiziatorio, una festa ricca di cibi e tornei tra i giovani guerrieri che si sarebbero sfidati nel “Grande duello” l’uccisione di un grosso toro nero con un solo colpo di scure.  Durante i festeggiamenti lo stregone Atim  avrebbe stabilito il giorno del suo sacrificio, ma solo dopo aver letto i segnali dettati dalla Luna.  Si stabilì così che il giorno successivo si sarebbe compiuto il sacrificio della fanciulla al potente re Moloch. Alle prime luci dell’alba Atim si reca pertanto nella stanza della giovane vittima predestinata, ma , sgomento si accorge che Amina, nel frattempo,  era scomparsa. Lo sgomento si diffuse tra tutti gli abitanti di Mozia, senza quel sacrificio il terrificante Moloch avrebbe senz’altro scatenato la sua ira su tutta la comunità.

Da quel momento si persero le tracce della giovane Amina, ma il ricordo di quella vicenda non sbiadì tra gli abitanti, neppure dopo la morte del re Sharib e dello stesso stregone.

Negli anni a venire alcuni cacciatori raccontarono di una giovane donna dai lunghi capelli neri, avvistata nel bosco, e di quanti, nel tentativo di catturarla,  sarebbero rimasti ciechi all’improvviso come per incantesimo.

Dopo la morte del re Sharib, padre di Amina, il regno passò al figlio maschio Someiro, anch’egli praticava la caccia e, anch’egli si trovò al cospetto della fanciulla dai lunghi capelli neri mentre cavalcava un cervo, tentò di colpirla con una freccia e vi riuscì, ferendo la giovane misteriosa che cadde a terra priva di sensi.

Il giovane re Someiro decise, tuttavia, di condurla a palazzo affinché venisse curata. La mostrò a sua madre, la regina vedova del re Sharib, che, nel vederla, provò grande stupore, quella fanciulla era l’esatta copia di lei quando aveva la sua stessa età.

Tra Someiro e la fanciulla nacque l’amore, i due si sposarono e, proprio nel giorno delle nozze, la madre di Someiro, ebbe una visione rivelatrice che la informava del fatto che la sposa del figlio era in realtà sua figlia Amina, sorella pertanto del suo sposo. Il turbamento fu tale che la regina ne morì per il dolore.

Da quella unione incestuosa Amina partorì un serpente, e dinnanzi alla terrificante creatura il re Someiro, atterrito, decide d iuccidere sua moglie Amina, inconsapevole del fatto che fosse sua sorella, l’accusò d’essere una strega. Il rimorso, troppo grande anche per lui, lo indusse a compiere il gesto estremo di  togliersi la vita.

La leggenda vuole che il feroce dio Moloch abbia, in questo modo, appagato la sua ira per il mancato sacrificio di Amina.

La leggenda di Amina, principessa di Mozia predestinata al sacrificio al feroce re Moloch

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